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La colpa non è dei mezzi, ma dell’utente

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[YouTube=http://www.youtube.com/watch?v=lLPsPOI1A7M]

L’articolo che segue è preso dal blog di Marco Palombi, uno dei fondatori di Splinder, ed è un’interessante riflessione su un problema che nell’ultimo periodo si è fatto molto sentire, vale a dire la diffusione, tramite YouTube o Google Video, di diversi video di bullismo.

Finalmente in America i giudici hanno fatto quello che e’ piu’ razionale e giusto riguardo la responsabilita’ legale sui contenuti pubblicati in rete. L’idea e’ quella che solo l’utente che mette in rete i contenuti puo’ essere ritenuto responsabile, non chi fornisce il servizio.

Sembra banale, ma le forze in gioco contro una decisione di questo tipo sono molte ad esempio:

  • i legali che vorrebbero poter portare in giudizio (e quindi chiedere danni) a societa’ ricche invece che semplici individui
  • tutti quelli che vogliono in qualche modo limitare la liberta’ di espressione online, cercano di rendere “colpevole” anche il fornitore di servizi, cosi’ che questi ci pensi non 2 ma 3 volte a realizzare funzionalita’ nuove e rivoluzionarie.

    E in Italia come funziona? Beh non si sa bene, perche’ abbiamo una legge “bizantina” che come al solito si presta a qualsiasi interpretazione. Della serie, facciamo le cose complicate e poco chiare, cosi’ complichiamo la vita di chi deve innovare per lasciare tutto come e’; non sia mai qualcuno si metta in testa di cambiare qualcosa in Italia :-)
    [Via Ocrampal & SkyTG24 x il video]

    11/26/2006 | Internet | Comments

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