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Questa applicazione è inutile!
Pare che Apple abbia deciso di fare pulizia sull’App Store ed eliminare tutte quelle applicazioni che non si limitano ad altro che rincanalare al loro interno le informazioni contenute in un feed rss. Tutte quelle applicazioni di notizie, dunque, molto semplici e comuni, basate sul feed rss di un sito o blog.
Apple le definisce inutili, e forse potrebbe anche aver ragione. Del resto non è decisamente utile avere un’applicazione per ogni sito visitato quando invece basterebbe che questo sviluppasse una versione specifica e adatta a Safari Mobile. Tuttavia mi sento di dire che nell’App Store ci sono applicazioni molto più inutili, stupide e insulse, di cui si potrebbe fare benissimo a meno. Applicazioni che si limitano a raccogliere in una grafica orrenda immagini o frasi, applicazioni che non servono proprio a nulla. Applicazioni, probabilmente, sviluppabili in un’oretta di lavoro.
Il punto è che l’App Store è pieno di cose inutili e le applicazioni basate sui feed, quelle contro cui Apple si accanisce, sono solamente una minima parte di queste. Il punto è che, li dove stanno, non danno comunque fastidio a nessuno. Basta non scaricarle, e la loro inutilità è limitata. Allora perché toglierle? Perché decidere a priori che non rispettano un qualche controllo qualità? Se la risposta a tale domanda fosse perché nell’App Store ci entra solo roba di qualità a me andrebbe anche bene. Ma il problema è che l’App Store, come detto prima, è pieno di robacce!
Insomma, non ne vedo l’utilità. Mi sembra una decisione pessima, che non porterà a nessun risultato consistente. E secondo me l’iPhone dovrebbe essere un po’ più come il Mac. Anche per quello esistono e sono reperibili applicazioni orrende ma, giustamente, Apple non si è mai sognata di eliminarle.
L’ossessione dell’iPhone
Su quirksmode ci si chiede se sia giusto sviluppare e studiare le versioni mobili dei siti quasi ed esclusivamente per l’iPhone, adottando accorgimenti e design utili per la loro visualizzazione in Safari mobile, un po’ meno per la navigazione su qualsiasi altro dispositivo non-iPhone.
Si parte evidenziando un’analogia fra l’iPhone e Internet Explorer 6 (un’analogia cattiva: nessuno vuole essere paragonato a IE6!), mostrando come diversi fattori, fra i quali l’enorme diffusione e la credenza diffusa che il dispositivo offra la migliore esperienza di navigazione mobile abbiano portato gli sviluppatori a creare versioni dedicate dei siti. Cosa mai avvenuta prima: nessuno perché Mozilla funziona bene ha mai pensato di sviluppare un sito in modo che funzioni con esso, nessuno perché il Mac offre la migliore esperienza utente ha mai pensato di tagliare fuori gli altri sistemi operativi dalla navigazione.
Il problema, inoltre, è che forse non valgono nemmeno i fattori che hanno spinto a fare ciò. Infatti anche se enormemente diffuso e popolare, così facendo si esclude all’85% dei possessori di uno smartphone la possibilità di navigare senza problemi in rete, dandogli siti non compatibili se non con il 15% dei dispositivi in circolazione (percentuale che corrisponde alla diffusione dell’iPhone rispetto al totale degli smartphone esistenti).
But Safari iPhone is the best mobile browser!
True. So what?
Firefox is the best desktop browser. (Or Opera, or Safari, or whatever.) Do you develop sites exclusively for Firefox?
L’informazione voleva essere gratis

E mentre il direttore del Guardian fa sapere di essere contro l’informazione online a pagamento, Repubblica segue le orme del Corriere introducendo l’obbligo di un’abbonamento per la lettura degli articoli attraverso la sua applicazione per iPhone, come se il fatto di usufruire delle notizie attraverso un’applicazione invece che da Safari mobile giustificasse un costo mensile o annuale aggiuntivo. Infatti entrambi i siti dei due quotidiani restano liberamente navigabili da Safari, senza richiedere alcuna forma di pagamento.
Ma se i due giornali in questione decidono di autodistruggersi con una mossa poco convincente, a noi non resta che scaricare La Stampa che fra le opzioni italiane ad oggi disponibili è forse la migliore. Oltre che, se non altro per ora, gratuita.
Erano meravigliosi, purtroppo li hanno finiti

Purtroppo sono già andati tutti esauriti (e il sottoscritto per tale ragione, per essere arrivato tardi, si sta maledicendo) ma nonostante ciò è bene ricavare uno spazio su questo blog per questi portachiavi in feltro ispirati alle icone dell’iPhone, perché sono troppo belli. E poi perché nei prossimi giorni è bene controllare lo store che li vende, ricordardi ci controllarlo frequentemente e regolarmente, che se tornano disponibili un ordine non lo leva nessuno.
[Via Tuaw]
Le guide Wallpaper* arrivano nell’App Store

Le guide Wallpaper* della Phaidon Press sono arrivate nell’App Store, permettendo a chiunque lo desideri di utilizzarle dall’iPhone. Le città per ora disponibili, ad un costo molto conveniente (circa 3 euro), sono solamente dieci (contro gli 80 titoli disponibili nelle librerie), fra le quali Berlino è offerta grauitamente.
L’applicazione è molto ben fatta, sia da un punto di vista grafico sia da un lato pratico, ed è in grado di offrirvi interessanti e alternative informazioni sulla città interessata, nonostante queste si rivelino un po’ più sintetiche di quanto non lo siano nell’originale prodotto cartaceo, ben più prolisso. A mio parere la serie Wallpaper* permette di visitare le città in maniera alternativa, dando rilevanza a quei monumenti, edifici e musei che in altre famose guide passano in secondo piano o vengono tralasciati.
Se state programmano un viaggio non vi consiglio dunque di acquistare solo la guida Wallpaper*, sostituendola alla Lonely Planet (le cui applicazioni sono molto più complete, ricche di mappe e svariati indirizzi), ma di acquistarla considerandola una guida alternativa, da utilizzare per vedere zone strane e poco convenzionali della città in cui andrete.
Chi ha lo schermo migliore?
MOTO ha condotto un test molto semplice per capire quale fosse il più valido fra i dispositivi in commercio aventi uno schermo Multi Touch. Ha preso un iPhone, un Motorola Doid, un Google Nexus One e un HTC Droid Eris e poi ha inziato a tracciare linee sui loro schermi, utilizzando un’applicazione per disegnare. Più le linee risultavano dritte più la qualità dello schermo era valida. Più le linee riuscivano ondulate e poco visibili ai bordi, più la sensibilità dello schermo Multi Touch era bassa.
Le linee più dritte erano quelle dell’iPhone (peccato che sia anche risultato abbia una pessima sensibilità ai bordi dello schermo). Al contrario, quelle del Motorola Droid sembravano le linee tracciate da un sismografo durante un terremoto.
Dev’esser comoda

Tutti quelli che si son lamentati per l’assenza di una tastiera fisica sull’iPhone possono finalmente interrompere i loro pianti e ringraziare Ion Audio, strana azienda che ha deciso di iniziare a produrre una tastiera gigante per iPhone (l’ha presentata al CES pochi giorni fa). I due oggetti comunicano attraverso il dock dell’iPhone. Per via delle limitazioni imposte da Apple, purtroppo sarà possibile scrivere solo nell’applicazione apposita della tastiera, e non in qualsiasi altra.
Se poi il vostro sogno non è scrivere ma comporre canzoni, la stessa compagnia ha pensato bene di realizzare i vostri desideri creando una pianola comunicante con il cellulare. Utile, no?

(se le comprate allora avete sbagliato acquisto quella volta che avete deciso di prendere un iPhone. Quello che vi ci voleva era un portatile, non un coso che vi sta in tasca)
Mi hanno sostituito con un computer!

Una divertente vignetta del New Yorker che sottolinea in maniera ironica la moltitudine di applicazioni esistenti per iPhone.
Mio padre aveva lavorato nella stessa azienda per 12 anni. Poi lo licenziarono per sostituirlo con un’applicazione grossa così: fa tutto ciò che faceva mio padre, ma meglio. La cosa peggiore è che poi mia madre ha abbandonato mio padre per comprare un iphone. (Woody Allen, rivisitato)
Apple vuole farti un regalo. Tim se ne vuole prendere il merito.

Tim si riconferma come più volte in passato un’azienda poco seria che meriterebbe di finire male. Ricordate l’offerta lanciata da Apple solamente una settimana fa? 12 canzoni e applicazioni gratuite nei giorni successivi al Natale? Senza troppi problemi Tim ha deciso di pubblicizzarla nel suo sito, prendendosene però il merito. Tim e iTunes a Natale vogliono farti un regalo, scrivono.
Balle, tutte balle. La promozione in questione è promossa e gestita da Apple e basta. Tim non c’entra assolutamente nulla. Non l’ha finanziata in alcun modo. Che un’azienda italiana decida di prendersene (in parte) il merito non è solamente sbagliato, ma fa anche abbastanza schifo e la dice lunga sulla serietà e professionalità che questa può avere, in generale, in qualsiasi settore e di qualsiasi cosa si occupi o deciderà di occuparsi in futuro.
[Via Twitter / Melamorsicata]
The Guardian in your pocket
Finalmente, dopo tanto tempo, anche il Guardian ha rilasciato un’applicazione per iPhone che permette la lettura e fruizione dei contenuti. La aspettavo da tanto e anche se l’attesa è stata lunga il risultato finale sembra giustificarla. Peccato che (almeno per ora) sia disponibile solo nello store inglese. Essendo a pagamento, purtroppo non è scaricabile da noi italiani.






