L’informazione voleva essere gratis

E mentre il direttore del Guardian fa sapere di essere contro l’informazione online a pagamento, Repubblica segue le orme del Corriere introducendo l’obbligo di un’abbonamento per la lettura degli articoli attraverso la sua applicazione per iPhone, come se il fatto di usufruire delle notizie attraverso un’applicazione invece che da Safari mobile giustificasse un costo mensile o annuale aggiuntivo. Infatti entrambi i siti dei due quotidiani restano liberamente navigabili da Safari, senza richiedere alcuna forma di pagamento.
Ma se i due giornali in questione decidono di autodistruggersi con una mossa poco convincente, a noi non resta che scaricare La Stampa che fra le opzioni italiane ad oggi disponibili è forse la migliore. Oltre che, se non altro per ora, gratuita.
Un passo indietro

La Mondadori era forse l’unica casa editrice italiana che, seppur con un’offerta scarsissima, vendeva su Internet delle versioni digitali di alcuni dei suoi libri. Lo faceva tramite un sito, ebook.mondadori.com, e mi sono accorto oggi che dal 15 Gennaio non esiste più. Al suo posto, al posto del carrello e della lista dei libri acquistabili che fino a meno di una settimana fa accoglieva il visitatore, delle righe, una specie di lettera. Questa:
Gentile lettore,
dal 15 gennaio 2010 il sito www.ebook.mondadori.com non è più attivo.
Dal 2001 è stato il primo e il maggiore tra i siti italiani di vendita di libri elettronici. Oggi, tuttavia, sentiamo l’esigenza di rinnovare la nostra offerta in modo radicale e coerente con la tradizione della nostra casa editrice, che in 103 anni di storia è sempre stata alla testa delle innovazioni del mercato editoriale italiano.Come saprai, il mondo dell’editoria elettronica è in costante e frenetico aggiornamento. Nuovi lettori, nuovi formati e nuovi sistemi di distribuzione stanno velocemente cambiando l’esperienza di acquisto e di lettura del testo.
Noi di Mondadori crediamo che il libro cartaceo avrà ancora una lunga vita, ma siamo ben consapevoli delle nuove opportunità che si aprono, per noi e per i nostri lettori. Per questo stiamo sviluppando la nostra strategia per il mercato del libro elettronico e nei prossimi mesi potremo presentare un’offerta ampia e variegata, capace di soddisfare al meglio le richieste di un pubblico esigente come il nostro.
Per far questo abbiamo bisogno di tempo e, soprattutto, del tuo aiuto.
Una lettera un po’ criptica. Righe che lasciano intendere che presto o tardi i libri digitali verranno venduti, ma righe che al contempo non danno alcuna informazione su quando ciò avverrà. Righe che lasciano un po’ di speranza, ma al contempo molti dubbi.
Speriamo quindi nei prossimi mesi di vedere qualcosa, cerchiamo di fidarci per una volta. Mondadori dice che vuole essere in grado di presentare un’offerta ampia e variegata, capace di soddisfare le nostre esigenze, e noi vogliamo crederci. Come potrebbe essere quest’offerta, adatta a noi?
- In primis i libri non dovrebbero costare più di 8 euro. Personalmente ritengo che il costo di un libro digitale dovrebbe aggirarsi sui 5 massimo 8 euro. Sono anche certo, però, che sarei un illuso se veramente credessi che gli editori adotteranno questi prezzi.
- Non dovrebbe esserci DRM e altre limitazioni, che potrebbero rendere difficoltosa la lettura del libro su piattaforme differenti e la sua conversione in altri formati
- Dovrebbero appoggiarsi allo store di Amazon, per la vendita dei volumi. Non crearne uno loro, proprietario (come invece hanno fatto fino ad oggi)
Insomma, Mondadori dice che farà qualcosa, e forse fra un po’ avremo la possibilità di leggere sul Kindle tutti i suoi libri. Non è molto per ora, è solo una promessa. Ma è già qualcosa. Qualcosa in confronto al silenzio di molti altri editori italiani.
Il Mac Minimalista

Diego mi segnala la nascita di “Il Mac Minimalista“, un tumblr (o blog ospitato su tumblr), dedicato in primis alla traduzione degli articoli apparsi su Minimal Mac ma anche alla produzione di contenuti originali, non le solite notizie che la maggior parte dei blog inerenti a questo argomento ricopiano da altri (semplificato, il ciclo delle notizie è questo: Tuaw le pubblica, gli altri rimanenti blog le riportano).
Se poi volete saper di più, lui ha scritto un articolo in cui vi spiega lo scopo e gli obiettivi del sito.
DNS fulminei
I nuovi DNS di Google (8.8.8.8 e 8.8.4.4) vi rendono internet velocissimo, davvero. Usateli, quindi, perchè anche impostarli è velocissimo.
Su Mac:
- Preferenze di sistema
- Network
- Airport e clic sul bottone Avanzate
- Tab DNS
- + e scrivere 8.8.8.8 poi di nuovo + e scrivere 8.8.4.4
- OK
- Applica
Buona navigazione. Anche il tempo di apertura di Mac Blog ne gioverà.
Finalmente una bella startpage

La startpage del browser io l’ho abolita tempo fa, preferendo ad essa una pagina bianca, vuota. Forse potrei riiniziare a considerarla grazie a feedly: una specie di programma (vedremo più tardi il perché di specie) che raccoglie in un’unica videata feeds di Google Reader, aggiornamenti di Twitter e Friendfeed: praticamente il 90% dei siti che utilizzo mentre sono in rete.
Non si tratta di un vero e proprio programma, ma di una pagina html che, una volta scaricata, deve essere ovviamente aperta attraverso il browser. Non c’è nulla da configurare, è tutto già pronto fin dal primo utilizzo: le informazioni sui propri account sparsi in rete vengono infatti prese dal proprio Google ID (che oramai quasi tutti possiedono).
E’ in beta, ma funziona bene. Interfaccia semplice, pulita. Forse in alcuni casi un po’ dispersiva, o forse è solamente il fatto che sono abituato ai siti classici e mi ci vuole tempo, per adattarmi a una nuova impaginazione. Si può anche a far a meno del classico Google Reader, una volta installato.
Da oggi potrete leggerlo senza sentirvi in colpa

Le emissioni che Mac Blog (il server) emette verranno da oggi compensate grazie a co2stats.com, sotto pagamento di 9 dollari (circa) al mese per l’abbonamento al servizio:
CO2Stats is an easy-to-use service that makes your website carbon neutral and energy-efficient, and that provides certification that you have taken steps to make your site environmentally friendly. Your website has a carbon footprint and for this reason, it contributes to climate change. Your site has a carbon footprint because electricity is required to power the servers that host your website, the computers used to view it, and the global networks that connect them. Much of that electricity is created from the burning of fossil fuels, like coal, oil and natural gas, all of which emit carbon dioxide and other greenhouse gases. While many people may assume that websites have negligible carbon footprints, that is not the case. According to studies, the global carbon emissions due to information and communications technology are greater than those of the entire aviation industry. In fact, studies suggest that infotech as a whole may contribute 2% of the world’s carbon emissions, and many expect it to grow significantly in the next decade. Your website contributes to that massive global footprint. CO2Stats makes it easy for you to make your website more environmentally friendly, using a software suite that helps you to make your site energy-efficient and carbon neutral.
At its core, CO2Stats is a novel software suite that automatically (1) monitors your site’s energy usage, (2) gives you tips on how to make your site more energy-efficient (and load faster), and (3) purchases the appropriate amount of audited renewable energy from wind and solar farms.
E’ una prova, almeno per ora: magari il prossimo mese nemmeno lo rinnovo. Voglio solo vedere come e se funziona. Se mi piace, lo terrò. Altrimenti, addio a tutte le buone intenzioni e ricomincio a inquinare
(Conoscete o fate uso di servizi simili? Questo mi pareva fosse il migliore, oltre che il più famoso e, a dir il vero, era anche l’unico di cui fossi a conoscenza. A parte tickgreen.com, che però non ho mai visto adottare da nessuno)
(Ero indeciso per quale dei miei siti attivarlo [Eppol.net, Orpolina, etc.], alla fine ho scelto Mac Blog perchè è quello maggiormente visitato. Anche perchè il pacchetto valido per più domini ha un prezzo troppo alto: 30 dollari al mese)
aNobii porta il barcode scanner sull’iPhone

Finalmente l’applicazione ufficiale per iPhone di aNobii inizia ad avere un perché e ad esistere non inutilmente. Nata poco più di un mese fa è stata infatti di recente aggiornata con features che la rendono ben più degna di nota, trasformandola in un must have per tutti gli amati della lettura.
Una prima di queste nuove funzioni, e anche la principale, è il riconoscimento del codice a barre presente sul retro dei libri: se fino a ieri vi occorreva copiare il codice ISBN per ottenere titolo e dettagli inerenti ad un volume ora vi basta puntare la fotocamera dell’iPhone (solo ed esclusivamente 3GS) sul codice: l’applicazione vi fornirà tutto quello che desiderate: recensioni, commenti, voti e anche la possibilità di aggiungere il libro alla libreria o alla lista dei desideri.
Una seconda funzione è appunto questa: la libreria e la lista dei desideri del proprio account vengono adesso sincronizzate nel device e rese dunque accessibili anche offline.
Una sola nota dolente, se proprio vogliam trovargliela, è l’icona che poteva essere disegnata decisamente meglio. Comunque è un buon acquisto, se utilizzate il sito (mentre se non lo utilizzate questo è il momento di iniziare). Costa 1,59 ma, se del barcode scanner potete anche fare a meno, la versione Lite è gratis.
[Via eio]
Mettere in tasca Wikipedia

Wikipedia è ottima: è gratuita, libera, aperta, ricca ma, assieme a queste e molte altre qualità, presenta anche un difetto, ovvero quello di essere poco appetibile a quelle persone che la rete la utilizzano poco oltre che risultare difficilmente fruibile quando non si è davanti al computer e non si ha a disposizione una connesione ad internet. Se da un lato può dunque parere molto buona sotto un altro sguardo può rivelare anche un difetto, seppur marginale, ovvero quello di essere limitata alla rete e al computer.
Wikireader è un oggetto il cui intento è eliminare questa dipendenza di wikipedia dalla rete, il cui scopo è dare fisicità a wikipedia, portarla nel mondo reale, renderla più tangibile. Con un oggetto del costo di 90 dollari ci si porta a casa l’intera enciclopedia, navigabile e leggibile per intero senza alcuna connessione alla rete. Le sue voci saranno visualizzabili attraverso uno schermo bianco e nero, touch screen, e la navigazione non richiederà l’accesso a nessun computer. Una specie di calcolatrice tascabile, solo che invece di permettervi di trovare il risultato di un’equazione vi fornità un’accesso immediato e a portata di palmo alla conoscenza. Il tutto per soli 90 dollari, il tutto racchiuso in un devices elegante e minimalista, contraddistinto da funzioni e caratteristiche eccellenti (la durata della batteria è, per esempio, veramente buona).
Se non fosse per il fatto che possiedo un iPhone, se non fosse per la ragione che l’imminente arrivo del Kindle sul mercato europeo presto o tardi andrà ad incidere sulle finanze del sottoscritto, non credo resisterei dall’acquistare un wikireader, un oggetto semplice e chiaro che fa una sola cosa, ma la fa molto bene.
Quid cogitans?

Quei burloni di Facebook hanno tradotto il sito anche in latino, così che se volete potete utilizzarlo dilettandovi fra antichi vocaboli in disuso. Il profilo è diventato charta, l’home domus e commentare si dice adesso scribere sententiam. Una nuova lingua si va dunque ad aggiungere a quelle disponibili per la navigazione. Solo che, questa volta, si tratta di una lingua da diversi secoli non più in uso; di una lingua morta.
(per cambiare idioma occorre andare a fondo pagina e dare uno sguardo al lato sinistro della pagina)
[Via Facebook Blog]
If only I had one!







