Wikipedia sbarca sull’iPhone con un’applicazione specifica

E’ arrivato anche il turno di Wikipedia che, come molti altri servizi in circolazione, ha finalmente la sua applicazione per iPhone dedicata. Non sviluppata da Wikipedia stessa, ma da un utente, si chiama Wikipanion e permette la navigazione nella famosa enciclopedia open da un software specifico, senza dover scomodare Safari.
I vantaggi sono essenzialmente due: innanzitutto una migliore velocità, visto che non è necessario caricare l’intera pagina web e la grafica di essa può essere completamente tralasciata a favore dei soli contenuti, in secondo luogo la ricerca e la navigazione, la prima resa molto più semplice da una barra in alto all’applicazione dalla quale accedere a qualsiasi argomento, la seconda da un menù che organizza in maniera ottimale le diverse sezioni di Wikipedia.
E’ vero che, io, che l’ho provato per alcuni minuti, mi sono subito reso conto che ci vorrà ancora un bel po’ prima che il software diventi qualcosa di indispensabile. I bug non mancano, la grafica non è delle migliori e la visualizzazione dei contenuti di Wikipedia non è il massimo, in alcuni casi. Tuttavia con alcuni update, dei lavori, l’aggiunta di certe funzioni che potrebbero rivelarsi davvere comode (come la possibilità di salvare in locale gli articoli dell’enciclopedia), il software potrebbe, in un futuro, essere indispensabile.
Lo trovate nell’App Store o anche sul suo sito web.
Metti l’accendino nell’iPhone

Avete in programma un concerto da qualche parte? Allora è arrivata nell’App Store un’applicazione che potrebbe fare al caso vostro e tornarvi utile durante la serata. Si tratta di iLightr, un software che riproduce un accendino all’interno dell’iPhone o iPod Touch, permettendo all’utente una customizzazione estrema di tutto, a partire dal case, che può essere selezionato fra una serie di modelli.
A questo vanno aggiunti gli effetti sonori e gli effetti grafici di cui l’applicazione è stata dotata e che non mancheranno di stupirvi. Avrete la possibilità di aprire e chiudere l’accendino con un piccolo shake dell’iPhone o di muovere la fiamma semplicemente muovendo il dispositivo, grazie all’accelerometro integrato; meravigliandovi di quanto la riproduzione sia fedele all’originale. Insomma, vi sembrerà di avere un vero e proprio accendino in tasca.
Tutto questo per 0,99 dollari.
Perchè l’iPhone impiega così tanto a sincronizzarsi

Una cosa che non ho potuto non notare più volte, e che sicuramente avrete notato anche voi, se possedete un iPhone o un iPod Touch, è come i tempi di sincronizzazione con iTunes siano vistosamente aumentati da quando è stato rilasciato il firmware 2.0. L’iPod Touch, o iPhone, impiega in certi casi periodi lunghissimi, periodi di attesa estenuante, periodi eterni per effettuare sul computer il backup di tutti i dati, backup che un tempo (non molto tempo fa) era svolto e portato a termine in pochi secondi (come del resto l’operazione completa).
Perchè? Purtroppo non so darvi nessuna risposta. Tuttavia ho trovato interessante l’ipotesi di The Joy of Tech che, con la sua tipica vignetta (visibile a inizio post) ci spiega cosa fa l’iPhone durante il processo di sincronizzazione.
Come attivare OpenDNS sull’iPhone (o iPod Touch)

Alcuni giorni addietro ho pubblicato una semplice guida su come attivare OpenDNS sul proprio Mac. Ora mi ripropongo di pubblicarne una su come attivare il medesimo servizio sul proprio iPhone o iPod Touch.
Se vi state chiedendo a cosa potrebbe servirvi, ho individuato due validi motivi (per me) che potrebbero spingere una persona ad utilizzare OpenDNS anche dal questi due device della mela:
- La possibilità di utilizzare degli shortcuts impostati; ovvero venire rimandati ad un sito digitando nella barra degli indirizzi la scritta home, tanto per fare un esempio, invece dell’indirizzo vero e proprio del sito che si vuole visitare, risparmiando in tal modo del tempo. Si possono impostare tutti gli shortcuts che si desiderano; per farlo basta andare a questa pagina (accessibile dopo essersi registrati al servizio).
- Velocizzare la connessione, visto che i DNS di OpenDNS sono più veloci di quelli normali del provider.
Come fare? Ecco di seguito una semplice guida (ci tengo a precisare che io ho provato la procedura da un iPod Touch, non essendo possessore di nessun iPhone, ma penso che ovviamente il tutto funzioni su entrambi i dispositivi).
1. Innanzitutto andate in Impostazioni e selezionate la voce WiFI

2. Fate click sulla freccia blu presente accanto al nome della rete a cui volete apportare le modifiche

3. Vi apparirà un menù con Indirizzo IP, maschera di sottorete e altre cose non meglio identificate simili. Fate click sul bottone Statico e andate a modificare il campo DNS.

4. Nel campo DNS inserite il DNS fornito da OpenDNS, ovvero 208.67.222.222 Una volta fatto questo tornate nell’Home Screen e aprite l’applicazione Safari.

5. Collegatevi all’indirizzo www.opendns.com/start?s2 per verificare che tutto sia andato per il verso giusto, e che OpenDNS sia attivato. Se l’operazione è andata a buon fine vi apparirà il messaggio verde dell’immagine sotto, con la scritta Welcome to OpenDNS! Da questo momento potrete iniziare a navigare per la rete, con l’iPhone, con OpenDNS attivo.

6. (solo se siete sfortunati). Se il procedimento non dovesse essersi concluso bene, e invece della scritta verde vi apparisse quella rossa dell’immagine sotto, non so cosa consigliarvi di fare per attivare OpenDNS, se non ripetere il procedimento, tornare sui vostri passi e verificare che tutto sia stato fatto correttamente. Se, peggio ancora, Internet non dovesse funzionare, andate di nuovo nel menù iniziale relativo alla rete a cui avete modificato il DNS e fate click su Dissocia questo network. In tal riotterrete i parametri originali della connessione.

I Am Rich visto da vicino
Quando ieri nell’articolo relativo ad I Am Rich esprimevo la speranza che non ci fossero idioti su questo pianeta tali da acquistare una simile applicazione ero troppo positivo. Secondo diverse fonti odierne infatti ci sono, e sono ben in otto. Un numero decisamente alto, se si considera il breve tempo in cui l’applicazine è riuscita a restare online, prima che Apple la rimuovesse. Cosa che induce a pensare che, se il software fosse ancora attualmente disponibile, avrebbe ricevuto ulteriori download e acquisti da altri individui ricchi e, al contempo, malati.
Uno di quegli otto che è riuscito ad entrare in possesso del software prima che sparisse dalla circolazione ha realizzato il video sopra pubblicato, in cui lo mostra in funzione nel dettaglio, spiegando attraverso un tour guidato le misere funzioni dell’applicazione.
Almeno si può dire che è simpatico, oltre che ovviamente e senza dubbio idiota. Anche se qui, a Mac Blog, si spera che l’abbia acquistato per qualche portale famoso, solo per farne una recensione. E non per sé stesso.
Dimostrare il vostro immenso patrimonio attraverso l’iPhone

Se potete permettervi un iPhone con le tariffe del nostro paese, allora è ovvio che siete dei ricchi epuloni disposti a buttare via una marea di soldi al mese per un contratto indecente. Tuttavia, all’estero, potrebbe anche non esser così e, l’iPhone, potrebbero permetterselo in molti, in particolare senza dover rinunciare al loro stipendio.
Ecco perchè, per dimostrare di essere ricchi, occorre più del device, almeno fuori dal territorio italiano. Occorre in particolare I Am Rich: un’applicazione in vendita dall’App Store a 999,99 dollari che non fa una mazza, tanto per esser chiari, tranne che inserire la sua icona, una gemma, nel vostro Home Screen, che servirà a dimostrare ai vostri amici il vostro immenso patrimonio.
Un’applicazione idiota che immagino non abbia venduto nemmeno una copia. O se non altro spero non esista su questo globo un essere che l’abbia acquistata. Del resto, anche se qualcuno la volesse, oramai è giusto che sappia che è troppo tardi per prendersela: Apple ha già provveduto a rimuoverla dallo store.
Come fare Screenshot con l’iPhone
Sapevate che è possibile effettuare screenshot con il proprio iPhone o iPod Touch senza dover ricorrere ad applicazioni esterne o metodi complicati? A quanto pare infatti basta tenere premuto il pulsante home e, nel frattempo, premere quello per lo spegnimento del dispositivo. Un lampo invaderà lo schermo e in tal modo il nostro screenshot verrà eseguito, avendo poi la possibilità di ritrovarlo all’interno dell’applicazione immagini, nello stesso album in cui vengono salvate le fotografie che scattiamo con la fotocamera del device.
Il video sopra vi spiega attraverso un esempio il procedimento sopra illustrato, in modo da dissipare, nel caso l’aveste, ogni vostro dubbio.
Visitare un museo con l’iPod Touch

Una delle cose che ho sempre pensato, è che i musei all’estero fossero molto più curati di quanto lo siano i nostri. Tralasciando il fatto che sono per la maggior parte gratuiti, cosa che da noi accade di rado, per me sono anni di luce avanti e valorizzano molto meglio le opere di quanto lo facciamo noi. Anche solo avere uno shop o un bar all’interno di un museo in Italia sta cominciando a diventare comune solo ora, e comunque in maniera molto limitata.
Detto questo, vorrei solamente mostrarvi un esempio di come siano avanti. L’altro giorno sono stato a Liverpool (diciamo che ho deciso di abbandonare per un giorno Manchester per andare, in treno, a Liverpool) e, in particolare, ho deciso di visitare la mostra su Klimt, Gustav Klimt, che la Tate Liverpool ospita in questo periodo. Dopo alcuni minuti che giravo, guardando le opere, ho acceso, senza scopi particolari, il mio iPod Touch e ho subito notato che si era automaticamente connesso a una rete interna relativa al museo. Ho per questo provato ad avviare Safari e, come conseguenza, sono stato rimandato a una pagina apposita, a un minisito appositamente studiato per iPhone e iPod Touch, in cui attraverso video e spiegazioni e immagini si veniva guidati nella propria visita. Ho poi scoperto che volendo, pagando due sterline, è data al visitatore la possibilità di noleggiare un iPod Touch alla reception del museo e avere tutta la guida precaricata al suo interno, per ascoltarla; ma coloro che invece già lo possiedono possono usufruirne gratuitamente, direttamente dalla web app appositamente studiata oppure, se si preparano prima, scaricando il materiale sotto forma di podcast attraverso una pagina del sito del museo per poi utilizzarlo durante la loro visita.
Ho molto apprezzato questa trovata, a parer mio estremamente innovativa e interessante. Sarebbe molto bello, in futuro, se tutto ciò diventasse di uso comune. Non dico da noi, in Italia, ma almeno all’estero.
Feed Rss per l’App Store

Se non volete perdevi nessuna delle applicazioni che verranno rilasciata sull’App Store e, anzi, volete sapere giorno per giorno quali verranno inserite, allora troverete molto utili i Feed RSS che Pinchmedia.com ha creato, dedicati appositamente all’App Store e attraverso i quali si può restare aggiornati sulle applicazioni inserite di recente, quelle aggiornate di recente, i cambiamenti avvenuti nella top 100 di quelle gratuite e nella top 100 di quelle a pagamento.
Ecco di seguito una breve lista di questi Feed da aggiungere, se volete, al vostro aggregatore:
Byline rende Google Reader disponibile anche offline sull’iPhone

Da phantomfish.com arriva un’applicazione veramente utile per tutti i possessori di iPod Touch o iPhone fissati con RSS e blog: Byline. Un’applicazione che servirà anche a voi, o miei cari lettori di Mac Blog, per ricevere gli aggiornamenti e gli ultimi articoli del sottoscritto direttamente sul vostro device. Un’applicazione che consente, a tutti gli utenti di Google Reader, di utilizzare il servizio da una comoda interfaccia grafica e da un ambiete appositamente studiati, aggiungendo a tutto questo l’interessante possibilità di scaricare tutti gli articoli recentemente pubblicati, e non ancora letti, sul dispositivo in modo da renderli disponibili per la lettura anche in assenza di una connessione a Internet.
Il software, in vendita ovviamente sull’App Store ad un costo di 9,99 dollari, si potrebbe rivelare dunque molto utile a apprezzato da tutti coloro che usano frequentemente questo servizio di Google. Sperando che, magari, un giorno, Google stessa decida di sviluppare un’applicazione con uno scopo simile, possibilmente al contrario di questa gratuita.





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