Tentativi di riabilitazione falliti

Ho scoperto mio malgrado ieri che la chiavetta Huawei della 3, quella che permette di connettersi a Internet ovunque si ci trovi, ha cessato di funzionare a tutti coloro che hanno effettuato il passaggio a Snow Leopard. “Pazienza”, mi son detto, inizialmente, appena notato che il software non si apriva. “Appena arrivo a casa cerco sul sito di 3 il nuovo programma da loro rilasciato e archivio il problema”. Inutile dire che mi ero illuso, tremendamente: tre vaga ancora nel buio, fingendo di non vedere, sentire e sapere nulla a riguardo.
Mi affido dunque a Google. Dopo ricerche e tentativi di riabilitazioni svariati, desisto e alzo bandiera bianca. Ho trovato delle soluzioni in giro, su siti, blog e forum, alcune però non sono riuscito ad applicarle, altre semplicemente non hanno funzionato, altre ancora ho preferito non adottarle (una che parrebbe risolvere il problema per esempio è stata scartata in quanto abilita il roaming esponendo l’utente ad un possibile dispendio di denaro). Ho poi visto che certi consigliano come soluzione di acquistare un programma della novamedia, che pare essere ottimo e risolvere tutti i problemi. Grazie, però costa 40 euro e io credo che 3 potrebbe anche impegnarsi e fornirmene uno brutto, triste e dalla grafica abominevole come quello vecchio ma che, nonostante ciò, funzioni.
Nel frattempo qualcuno ha pur vanamente tentato di comunicare la cosa a 3, su Friendfeed e Twitter. Perchè, sapete, 3 è quella azienda che dice di esser diversa da Tim e Vodafon e, per dimostrarlo, a noi blogger allocchi, si apre account sui social network e finge di ascoltarli. Ma, ovviamente, da 3 italia non c’è ancora nessuna soluzione definitiva e ufficiale. Anzi, ormai a pure smesso di fingere di leggere le relative segnalazioni su Friendfeed. Insomma, che azienda sei se ti ci vogliono mesi per risolvere un problema stupido come questo?
E Imageshack abbandonò il territorio italiano…

La nostra bella nazione, che in campo informatico si distingue sempre per la sua avanguardia, ha ben pensato di bloccare l’accesso a Imageshack, noto sito utilizzato da forum, blog e utenti di moltissimi altri luoghi della rete per il sharing delle immagini. Il motivo è che pare sia stata trovata al suo interno una foto pedopornografica. La cosa ha indotto il governo dunque a decidere di bloccare l’accesso all’intero dominio. La cosa è ovviamente alquanto demente, se si pensa che in tal modo anche tutte le restanti migliaia di immagini non “nocive” sono state rese inaccessibili.
Ciò lascia pensare che se mai troveranno un’immagine scomoda su Flickr, questi son capaci di censurare l’intero sito. Lo stesso ovviamente vale per Friendfeed, Tumblr o qualsiasi altro servizio web che offra piena libertà agli utenti.
La soluzione per, se si può dire, “fregarli” ovviamente c’è, e si chiama OpenDNS. Su questo blog ne abbiamo già parlato, non molto tempo fa. Metterla in atto su Leopard è una cavolata: fatelo.
[Via Phonkmeister]
Milano ospiterà il secondo Apple Store italiano

L’abbiamo desiderato più e più volte, abbiamo sperato nei diversi rumors che lo davano per vero e abbiamo sognato che da un giorno all’altro spuntasse per magia nel centro della città. Ora pare finalmente che non dovremo più immaginarlo, visto che sembra essere in procinto di nascere. Si tratta dell’Apple Store di Milano, che a distanza di mesi dall’ultimo rumor che lo riguardava torna a far parlare di sé a causa di un annuncio di Apple stessa attraverso il quale l’azienda rivela di essere alla ricerca di personale per un Apple Store localizzato, appunto, a Milano.
Evidentemente, a meno che la mela non abbia commesso un errore sul sito web, cosa del resto alquanto improbabile, nel giro di alcuni mesi (o settimane, si spera) avremo un nuovo tempio della mela in Italia. Il luogo scelto, almeno stando alle indiscrezioni risalenti ad un anno fa, pareva essere Corso Vittorio Emanuele.
We don’t want a censored internet! And the war starts here…

We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.
This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.
Con queste parole il blog di The Pirate Bay, famoso sito per il p2p, risponde all’attacco subito questa giornata dai nostri provider Internet, che ne hanno bloccato l’accesso secondo un’ordinanza del IFPI.
Tuttavia The Pirate Bay non si è lasciato sconfiggere facilmente e anche se la sua vecchia homepage risulta attualmente inaccessibile, ha realizzato e messo in piedi in pochissimo tempo labaia.org, ovvero, semplicemente, un indirizzo internet differente che permetterà a tutti di continuare ad utilizzare il sito precedente senza problemi, fino a quando non ci saranno ulteriori attacchi e provvedimenti dai nostri provider.
I ragazzi di The Pirate Bay tuttavia sono ottimisti e sono convinti che, alla fine di tutta la faccenda, l’avranno vinta loro. Come, effettivamente, sempre nel nostro paese, l hanno avuta vinta in passato:
We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.
[Via Disordine]
Ribellati alle tariffe di Tim e Vodafone

Le tariffe di Vodafone e Tim non ti soddisfano? Trovi le offerte da loro studiate, se così possono essere definite, veramente scadenti, quasi una presa in giro?
Ebbene prova a rivolgerti a un nuovo sito, iPhoneaffossato.com, creato per tutti coloro che come te vogliono mostrare la loro indignazione per la politica tariffaria che Tim e Vodafone hanno deciso di applicare all’iPhone 3G.
Il sito si propone come scopo quello di raccogliere il numero maggior di firme possibile contro tutto questo, attraverso una petizione e l’invio di una lettera a Steve Jobs.
Se questo movimento possa servire a qualche cosa è tutto da vedere, anche se in passato petizioni del genere si sono risolte in un nulla di fatto. Tuttavia, perchè non provarci? Partecipare, con una semplice e veloce firma, non costa nulla.
I piani tariffari di Vodafone per l’iPhone

IlSole24ore sarebbe venuto a conoscenza dei piani tariffari studiati da Vodafone per l’iPhone qui da noi in Italia.
Stando a quanto a riportato nell’articolo, dovrebbero essere disponibili tre offerte differenti, contro le cinque di Telecom: da 59, 79 e 99 euro al mese.
- Quella da 59 offrirebbe 400 minuti di chiamate, 400 SMS, 600MB di traffico in Internet e un iPhone da 8 GB a 199 euro, o da 16 GB a 269.
- Quella da 79 invece 250 minuti di chiamate (più un numero illiminato verso i numeri Vodafone), 250 SMS, 600 MB di traffico Internet e un iPhone da 8 Gb a 99 euro, da 16 GB a 169 euro.
- Per finire quella da 99 avrebbe inclusi 900 minuti di chiamate, 900 SMS, 600 MB di traffico in Rete e un iPhone da 8 Gb a 49 euro, da 16 GB a 119 euro.
Tutti coloro che invece preferiranno la versione free, senza contratto, che avrà un costo di 499 euro (per il modello da 8 GB) o 569 (per il modello da 16 GB) avranno la possibilità di acquistare per 3 euro a settimana 150 MB di traffico Internet.
Forse sarebbe il caso di comprare le offerte dei due operatori, quella di Tim e quella di Vodafone, e riflettere un secondo quale delle due conviene maggiormente o, meglio, quale delle due è leggermente meno atroce. Forse ci sarebbe da considerare il fatto che il piano a costo minore di Tim è quello di 30 euro, mentre per Vodafone è quello da 59 euro, forse sarebbe il caso di notare che entrambi gli operatori sono molto parsimoniosi per quanto riguarda il traffico in Internet (Vodafone in tutti e tre i casi offre 600 MB, Tim 1 Gb o 5 per l’offerta top, a ben 200 euro al mese), o comparare il costo dell’iPhone al variare del costo dell’abbonamento.
Per concludere? Fate un po’ di calcoli, confrontate le tariffe, giocate un attimo con le offerte, e noterete che, alla fine, non siamo messi molto bene, con entrambi.
Arriva Current.tv anche in Italia
Approda oggi in Italia Current.tv, ovvero un canale televisivo molto innovativo (fondato da Al Gore insieme a Joel Hyatt) già presente da alcuni mesi in due paesi del mondo, ovvero Stati Uniti e Inghilterra.
Current.tv può essere vista o via satellite, da tutti gli abbonati di Sky Italia mediante il canale 130 o, in alternativa, dal suo sito internet, on demand. Il canale si presenta come particolare e innovativo per il fatto di essere totalmente aperto al pubblico, che può mandare in onda i suoi filmati e video migliori, venendo anche pagato per questi (con cifre che variano dai 200 agli 800 euro).
Il tutto avviene dal sito del canale (una specie di Social Network), che si presenta come il fulcro del canale stesso, ovvero il luogo da cui si decide cosa mandare in onda. Da esso infatti gli utenti con una registrazione possono caricare il proprio video e sottoporlo alla comunità che, se lo riterrà interessante e lo voterà, finirà per andare in onda a una determinata ora e, dunque, guadagnarsi una parte del palinsesto.
Current.tv si prospetta come un progetto decisamente interessante, per la sua apertura al pubblico e ai video generati dagli utenti. Fossi in voi questa sera lo guarderei
Entro fine 2008 ci saranno due Apple Store a Milano. Parola di Apple.

Ron Johnson, a capo del settore retail di Apple, ha rilasciato in occasione della convention annuale degli azionisti una dichiarazione che lascia intendere la volontà di Apple di aprire entro fine 2008, a breve tempo insomma, non uno ma ben due Apple Store a Milano. Questi saranno dislocati in zone strategiche e ben centrali: uno infatti si troverà in Corso Buenos Aires e l’altro dietro al Duomo, ovvero nelle strade tra Corso Vittorio Emanuele e via Montenapoleone.
Queste informazioni sono state rivelate da Ron a Setteb.it, che già che c’era ne ha approfittato per chiedere come mai Apple abbia deciso di aprire uno store a Roma in una zona così sfortunata, non nel centro città ma in mezzo a un incrocio autostradale. La risposta è stata chiara:
Ci sono strade favolose nel bellissimo centro di Roma ma ci avevano chiesto cifre esorbitanti, inimmaginabili, per uno di quei negozi nella zona di via del Corso
Insomma, a quanto pare, stando anche da come si è sviluppata in seguito la conversazione, aprire un negozio nelle zone sopra citate avrebbe comportato una spesa superiore a quella che, per fare un esempio che rende l’idea, Apple ha dovuto sostenere per il cubo di cristallo situato nella 5th Avenue di New York.
The Internet
Bellissima riflessione di Marco Montemagno sui luoghi comuni e sulle opportunità offerte da Internet. La presentazione è stata tenuta allo IAB Forum 2007.
Da vedere. La durata è di una 30ina di minuti.







